Mostra di POESIA Visiva con metodi Caviardage & Cut up
LA MOSTRA Inaugurazione ore 11:00 Venerdì 22 Maggio 2026
L’esposizione temporanea PAROLE RITROVATE mette in evidenza, per il secondo anno consecutivo, le possibilità che le alunne e gli alunni hanno di rielaborare le proprie emozioni e i propri pensieri attraverso due strumenti, il metodo
Caviardage original e il Cut UP dadaista, che li aiutano a esprimersi in modo poetico e artistico.
L’allestimento è stato curato dai professori Fabiano Concas e Daniela Melis, docenti ospedalieri rispettivamente di Lettere e Arte, con la collaborazione eccezionale dell’insegnante di francese della stessa scuola, prof. Brice Grudina. I
testi esposti sono stati scritti dai pazienti dei reparti di Pediatria generale, Oncoematologia pediatrica, Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dell’Ospedale Microcitemico che, nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, hanno partecipato al laboratorio creativo di poesia visiva animato dagli stessi docenti.
IL METODO CAVIARDAGEoriginal
Il Caviardage original reso a tutti noto da Philippe Daverio nella sua storica trasmissione Passepartout, ove fungeva da fondale alle sue spalle, è uno dei metodi per comporre “poesia visiva”, nella quale parola e arte grafica o pittorica si fondono insieme a
comporre un’unica opera. Perfezionato a partire dagli anni Duemila da Tina Festa, insegnante di Matera, è oggi un marchio registrato e uno strumento compositivo conosciuto e applicato a livello internazionale, sia in ambito scolastico che terapeutico.
Il metodo consiste nel ridare vita ai testi di vecchi libri e giornali, estrapolando una manciata di parole scelte istintivamente che, ricombinate in maniera nuova e
originale, creano una poesia, una massima o un aforisma.
ALTRI METODI CREATIVI
Dai paesi anglofoni proviene invece un altro metodo di scrittura creativa, abbastanza simile al Caviardage original e chiamato “found poetry” (poesia ritrovata).
Esso valorizza la potenzialità espressiva delle parole presenti nei testi, ma la composizione poetica deve rispettare il loro ordine di comparsa nella pagina ed è quindi un processo più vincolante e meno libero rispetto al Caviardage.
La mostra espone infine alcuni testi delle alunne e degli alunni redatti secondo la tecnica del Cut UP, inventato per la prima volta dagli artisti dadaisti; quest’ultima prevede la ricomposizione non delle sole parole, ma di intere righe di testo. Anche tale metodologia è stata perfezionata da Tina Festa che ha aggiunto, alla finalità estetica propria del Cut UP dadaista, una funzione poetica.
Ultima modifica